Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.
Jacques Brel
Cantautore, poeta, malinconico musicista che ha cantato i porti della mia/nostra vita in modo forte e discreto.
Belle metafore: barche come uomini, mare come vita.
A volte proprio come imbarcazioni ci ritroviamo sballottati qua e là e in balia delle correnti, spesso si può risalirle, spesso invece ci si lascia travolgere, tuttavia, l'importante è volgersi, mettere la prua al vento, a terra, barra a dritta, e alfine far ritorno.
Io sono una barca che ama la vita, anche nei momenti in cui le onde gigantesche rischiano di farmi affondare, forse sarà l'esperienza del "mare" che aiuta una barca a trovare la rotta giusta o forse le onde placide nei giorni di sole. Chi lo sa! Comunque, a me bastano una carezza e una parola dolce per fare andare avanti la mia barchetta nei giorni "di calma piatta".
Devo confessare che non sempre trovo il coraggio di affrontare "l'oceano dell'esistenza" con tenacia, poiché la paura di sbagliare talune volte mi manda in secca; e invece non bisogna avere timore, l'importante è non perdere la rotta, e continuare il viaggio mettendo nella stiva un pizzico di coraggio in più, ambizione e umiltà.
Qualcuno mi diceva che...nessuna cosa è un problema se non l’affronti come un problema. Quindi Vento in poppa!
....ma tu che barca sei?
Ti lascio il mio abbraccio affettuoso e, buona navigazione amica/o mia/o e, vento in poppa. Sempre!
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chaton
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13:28
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Gustav Klimt
1907-1980
( olio su tela, 180cmx180cm)
è
per me:
tenerezza
protezione
calore
sacralità
unicità
Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando,dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto,gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto,
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia,il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché si,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te,con la tua bocca,
essere felice
Pablo Neruda
"Nel silenzio della notte, io ho scelto te. Nello splendore del firmamento, io ho scelto te. Nell'incanto dell'aurora, io ho scelto te. Nelle bufere più tormentose, io ho scelto te. Nell'arsura più arida, io ho scelto te. Nella buona e nella cattiva sorte, io ho scelto te. Nella gìoia e nel dolore, io ho scelto te. Nel cuore del mio cuore, io ho scelto te".
S. Lawrence
La felicità è destinazione; è meta dell'animo, è condivisione e naturale moto dell'anima verso uno stato di serenità, è dispensa d'emozioni e scambio con il prossimo.
E crescendo impari che la vera felicità è quella delle piccole grandi cose della vita, e allora è una carezza, un sorriso, uno scritto, un bacio, una parola affettuosa, un ricordo e un profumo, a far si che la tua giornata sia migliore!
Ed io come una cavalla indomata, galoppo a perdifiato, sento la terra felice sotto le mie zampe, e corro contenta, sento il mio battito, lo sento fino in gola che pulsa gioioso.
Con o senza bacio...oggi lasciate che sia felice anch'io.
Buona felicità a tutti
un bacio ed un abbraccio
sussurrato da
chaton
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10:35
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'O mare fa paura
Accussì dice 'a ggente
guardanno 'o mare calmo,
calmo cumme na tavula.
E dice 'o stesso pure
dint' 'e gghiurnate 'e vierno
quanno 'o mare
s'aiza,
e l'onne saglieno
primm' a palazz' 'e casa
e pò a muntagne.
Vergine santa...
scanza 'e figlie 'e mamma!
Certo,
pè chi se trova
cu nu mare ntempesta
e perde 'a vita,
fa pena.
e ssongo 'o primmo
a penzà ncapo a me:
"Che brutta morte ha fatto
stu pover'ommo,
e che mumento triste c'ha passato".
Ma nun è muorto acciso.
È muorto a mmare.
'O mare nuna cide.
'O mare è mmare,
e nun 'o sape ca te fa paura.
Io quanno 'o sento...
specialmente 'e notte
quanno vatte 'a scugliera
e caccia 'e mmane...
migliara 'e mane
e braccia
e ggamme
e spalle...
arraggiuso cumm'è
nun se ne mporta
ca c' 'e straccia 'a scugliera
e vveco ca s' 'e ttira
e se schiaffea
e caparbio,
mperruso,
cucciuto,
'e caccia n'ata vota
e s'aiuta c' 'a capa
'e spalle
'e bracce
ch' 'e piede
e cu 'e ddenoccie
e ride
e chiagne
pecché vulesse 'o spazio pè sfucà...
Io quanno 'o sento,
specialmente 'e notte,
cumme stevo dicenno,
nun è ca dico:
"'O mare fa paura",
ma dico:
"'O mare sta facenno 'o mare".
Eduardo de Filippo
“Il mare è canto e urlo d’amore, canta e urla e attira a sé tutto quello che trova: l’acqua ai fiumi la terra ai monti, ruba e spaventa, ma quando si calma mille barchette lo solcano”
L. Tassoni, La mente altrove
Il mare è una delle creature della natura che mi affascina di più, forse è per il suo continuo movimento o forse è la sua forte personalità decisa e volitiva che mi incanta. Il mare sa essere tempestoso ma, quando le sue creste progressivamente si acquietano diventa silente e sa essere accogliente come il ventre di una madre. Il mare mi magnetizza anche per l'assenza del vuoto, è una realtà che non lascia spazio al nulla e che permette di intuire l'altrove. Osservando il mare navigo, e mi tornano in mente i ricordi, di quando come una barchetta senza remi alla mercé delle correnti mi lasciavo cullare, quando sapevo ristorarmi tra i flutti della mia fantasia, fra i teli freschi e profumati di quelle primavere che non torneranno più, o quando saltellavo come un grillo sui sentieri malagevoli, e sfidavo il vento contrario, senza posa, e senza provare alcuna stanchezza.
E adesso?
Vorrei essere una vela gonfiata dal vento e condurre la barca lontano, navigare a pelo d'acqua fino a raggiungere l'orizzonte, e poter toccare ancora una volta il cielo, ritrovare quell'equilibrio armonico d'un tempo, che mi permetteva di essere partecipe del "mistero" con semplicità di cuore e senza avvertire la necessità di cercare spiegazioni.
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chaton
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17:20
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Con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.
Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi. Cammini
fra ciò che vedi. Soltanto.
E se un dubbio ti fa cenno
a diecimila chilometri,
abbandoni tutto, ti lanci
su prore, su ali,
sei subito lì; con i baci,
coi denti lo laceri:
non è più dubbio.
Tu mai puoi dubitare.
Perché tu hai capovolto
i misteri. E i tuoi enigmi,
ciò che mai potrai capire,
sono le cose più chiare:
la sabbia dove ti stendi,
il battito del tuo orologio
e il tenero corpo rosato
che nel tuo specchio ritrovi
ogni giorno al risveglio,
ed è il tuo. I prodigi
che sono già decifrati.
E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t'invaghisti di un'ombra
-l'unica che ti è piaciuta-
un'ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.
Pedro Salinas
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chaton
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14:48
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La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
Nazim Hikmet

Non abbiamo altre vite da giocarci, per questo conviene dare il giusto valore al tempo che abbiamo a disposizione. Per rendere la nostra vita preziosa dobbiamo scrutare l'orizzonte, perlustrare gli spazi conosciuti e quelli ancora inesplorati, cercare, occorre cercare tesori ovunque. E' così è così, la vita è tanto bella, e sebbene sia piena di contraddizioni e di colori eterogenei è meravigliosa.
Ogni istante è un dono.
Ci sono vie infinite.
Anime in cammino si sfiorano si donano essenza lasciano tracce parole scritte su fogli impregnati d’esperienze passioni dolori gioie.
Ci sono vie che conducono all'infinito.
Capita
una mattina
ti svegli
ed è già ora di andare
mentre ancora camminano calme le ore
vorresti restare
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chaton
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17:47
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da meno della quotidiana fatica delle stelle,
E la formica è altrettanto perfetta, al pari di un
granello di sabbia o dell'uovo di uno scricciolo,
E la piccola rana è un'opera d'arte simile alle
più famose,
E il rovo rampicante potrebbe ornare gli spazi eterei,
E la giuntura più piccola della mia mano
la più perfetta macchina può deridere,
E la mucca che rumina a capo chino supera
qualsiasi monumento,
E un topo è un miracolo tanto grande
da convincere sestilioni di scettici.
Walt Witman (Leaves of grass)
Ciò che Dio ha creato
ha il sigillo della giovinezza
la rosa fiorisce da milioni di anni
e fa sempre primavera.
E' sempre antico e sempre nuovo
il sorriso del fiore.
E' sempre antico e sempre bello
il miracolo del pesco e del mandorlo.
Sempre commovente e sempre nuovo
è il ritorno delle rondini.
Sempre commovente e sempre nuovo
è il colorarsi delle farfalle.
Sempre commovente e sempre nuova
è la musica del ruscello.
E lo spettacolo delle foglie che in autunno
si rivestono dei colori accesi del tramonto
dà sempre un brivido di commozione.
il canto di un usignolo
in una notte di maggio
ha sempre tanta magia,
come se lo sentissimo per la prima volta.
Le opere divine hanno il sigillo
della giovinezza.
Apri la tua finestra sul mare:
sono milioni di anni
che la risacca del mare
batte sulla sponda
e sembra creata stanotte,
per cullarti con la sua musica.
Le opere divine sono sempre giovani.
Quella quercia poco lontana
da casa tua ha più di cent'anni
e freme di giovinezza.
La vedi combattere col vento
quasi ogni giorno
e lo spettacolo è sempre nuovo.
Nessuno le ha insegnato a farsi la toilette
e ti si presenta sempre bella
come una regina.
Le opere divine sono sempre giovani.
Ogni sera tu vedi le stelle,
le solite stelle,
e lo spettacolo ti sembra sempre nuovo.
E più le guardi
e più ti sembrano belle.
Nessuno le spolvera,
e sono sempre così luminose.
Guardale impigliate nei ramo di un albero
e nella rete di un pescatore
e poi dimmi cosa prova il tuo cuore.
Se vuoi tornare fanciullo
accostati al creato:
il bimbo e il santo vivono
nella gioia e nell'estasi verde del creato.
Massimiliano Piani

Dopo aver letto questi versi si sono alzati in volo tantissimi pensieri...
....ma adesso non ho molta voglia di metterli in ordine: mi trovo ad occhi aperti nel "mondo dei sogni" e ci resto volentieri ancora un po', che amarezza però, tra non molto dovrò trasferirmi nell'altro. Sarà l'effetto della primavera, ma oggi sono stata per gran parte della giornata con la testa fra le nuvole.
E' vero: in ciascuno di noi si cela quella parte di fanciullo che ci fa apparire tutto piu' bello e puro, ed è un peccato non ascoltarlo.
Oggi ad esempio ho aperto tardi la mia bottega, perché mi sono trattenuta a lungo con la parte di fanciulla che è in me, a dire il vero lo faccio spesso, giacché ho notato che, dopo aver vagheggiato se ne avvantaggia anche il mio lavoro, sembra quasi che siano i pennelli a scegliere autonomamente i colori ed essi mescolandosi sorridono compiaciuti acquisendo maggiore luminosità. Vi assicuro, raggiungo un tale stato di benessere fisico e mentale che non so descrivere a parole. Sono fortunata? forse, ma se ci penso un po' su, sì, io sono fortunata, perché entrare in sintonia con la bimba non mi è difficile, insieme vediamo e percepiamo la bellezza della natura con occhi diversi e immancabilmente sul mio volto si dipinge lo stupore; quel senso di meraviglia che colpisce -non solo l'anima, ma anche il corpo- e lascia entrambi attoniti. Guardare tutto come se fosse sempre la prima volta, il sorgere di un nuovo giorno, una foglia, una farfalla che si posa leggera su una rosa, un passerotto -com'è buffo- che zampetta in cerca di cibo.
Sono favorita dalla sorte o semplicemente è il mio modo d'essere, oppure, oppure è il mio lavoro/passione che favorisce l'incontro con la fanciulla che è in me - non lo so- ma credo che chiunque potrebbe rivivere tutto come fosse la prima volta se solo lo desiderasse.
Vado alla finestra, scosto appena le tendine, guardo verso l'alto e m'incanto, sì, è uno spettacolo prodigioso....
Sai, ogni sera tu vedi le stelle, le solite stelle, e lo spettacolo ti sembra sempre nuovo. E più le guardi e più ti sembrano belle. Nessuno le spolvera, e sono sempre così luminose. Guardale impigliate nei rami di un albero o nella rete di un pescatore e poi dimmi...cosa prova il tuo cuore....E' bello sentirsi dentro bimbi.
Non è poi così difficoltoso rivivere tutto come fosse sempre la prima volta, provaci.
sussurrato da
chaton
alle
14:19
commenti (64) | pensieri, poesie, poesia, immagini, riflessioni, vita, emozioni, felicitĂ , quotidianitĂ

Non ci soffermiamo più a guardare
verso l'alto, verso il cielo...
e perderci un attimo nell'infinito,
per osservare le nuvole
che si rincorrono
verso mete sconosciute
sospinte dal vento.
Non abbiamo tempo !
Per guardare l'imperioso spettacolo
del sorgere del sole
e godere dei tramonti infuocati,
dell'apparire della luna
che ci invita a sognare,
delle stelle che con il loro luccichio
sembrano voler rallegrare
l'oscurità della notte.
Che dire poi, del mare meraviglioso,
questa immensa distesa d'acqua
dal carattere mutevole,
che da millenni unisce
i quattro punti cardinali del pianeta
e consente all'umanità di vivere.
Che dire dei monti, dei prati
e delle cime innevate,
dei laghi e dei torrenti che ci offrono
uno spettacolo indimenticabile.
Non abbiamo tempo !
Giovanni Paolo II
sussurrato da
chaton
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13:24
commenti (37) | poesia, immagini, amore, riflessioni, ricordi, vita, emozioni, felicitĂ

Le lettere di
Vincent Van Gogh
superficie riflettente e comunicazione
Ti scrivo finalmente da Saint- Maries sul Mediterraneo.
Il Mediterraneo ha un colore come quello degli sgombri, vale a - dire è cangiante, non si sa bene se è verde o viola, non si sa sempre se c’è del blu, perché a seconda del riflesso cangiante prende una tinta rosa o grigia.
La spiaggia è spaziosa, niente rocce, niente coste a picco sul mare: è come in Olanda meno le dune, e più azzurro.
Non credo ci siano più di cento case in questo villaggio. Ne vedrai degli esempi nei disegni. L’edificio principale dopo la vecchia chiesa, antica fortezza, è la caserma. Ho passeggiato una notte lungo il mare sulla spiaggia deserta, non era ridente, ma neppure triste, era… bello.
Il cielo di un azzurro profondo era punteggiato di nuvole di un azzurro più profondo del blu base, di un cobalto intenso, e di altre nuvole di un azzurro più chiaro, del lattiginoso biancore della via lattea. Sul fondo azzurro scintillavano delle stelle chiare, verdi, gialle, bianche, rosa, chiare, più luminose delle pietre preziose che vediamo anche a Parigi, perciò sarà il caso di dire: opali, smeraldi, lapislazzuli, rubini, zaffiri.
Il mare era di un blu oltremare molto profondo, la spiaggia di un tono violaceo, e mi pareva anche rossastra, con dei cespugli sulla duna (la duna è alta 5 metri), dei cespugli color blu di Prussia.
Ho fuori dei disegni a mezzo foglio e un disegno grande.
A presto spero, una stretta di mano.
tuo Vincent
Questa lettera, sembra un quadro, per quanto è ben definita la descrizione.
Particolare
Due giorni fa ho accolto con gioia un dono: un libro che racchiude brani di lettere di Vincent Van Gogh. Delle centinaia di lettere presentate in questo volume, gran parte sono indirizzate aTheo, fratello e mecenate di Van Gogh, verso cui la letteratura e l'arte hanno un grande debito di riconoscenza per aver saputo incoraggiare, ispirare e conservare gli scritti del fratello. Qualche anno addietro mi regalai un altro libro sulle opere di Vincent - non sono mai sazia di sapere- il volume conteneva anche alcuni stralci di lettere...ma questo...ne riporta tantissime, nelle sue missive ho ritrovato 'lui' pittore, con la sua natura istintiva, i sentimenti forti, violenti, la sua confessione piena e senza imbarazzi a Dio, agli uomini e alla natura. Quasi tutte le lettere palesano la sua natura istintiva, dai sentimenti fermi e incontrollati, una natura che forse solo il fratello seppe amare di un amore affettuoso e senza riserve. Theo lo sorresse moralmente e lo aiutò economicamente, fino alla fine; gli sopravvisse solo sei mesi.
Sono ammissioni di un uomo lucido, che ha vissuto una vita dolorosa e dall'epilogo tragico. Ho letto d'un fiato le sue lettere, dai suoi pensieri ho ricevuto un commovente e intimo ritratto di uno degli artisti più geniali.
sussurrato da
chaton
alle
11:23
commenti (21) | citazioni, pensieri, immagini, amore, riflessioni, vita, arte, emozioni, felicitĂ , vincent van gogh

sussurrato da
chaton
alle
07:48
commenti (20) | immagini, amore, riflessioni, vita, emozioni, video, felicitĂ

La morte di Cristo vista con gli occhi di Andrea Mantegna
Andrea Mantegna, 1431-1506
Cristo morto, 1480-1490
tempera su tela, 68x81cm [ Milano, Pinacoteca di Brera]
Eccomi
![]()
Ti è mai capitato di stare seduto su uno scoglio con lo sguardo rivolto a quella linea indefinita e sentirti sospeso tra cielo e mare e col cuore in pace?
Oppure seduto su un prato d'erba profumata,fresca e umida di rugiada,con lo sguardo perso sulle Dolomiti che si stagliano nel cielo e quando il sole si sveglia,le cime vanitose si vestono di rosa? Se sì,quella sensazione sono io.
Benvenuti nel mio spazio
ha lasciato tracce nella mia anima

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L'odio è un sentimento che non mi appartiene.
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Dall'amica shantylagatta
dalla dolcissima amica
Yasmine73 sognierealta.splinder.com/
dai Mitici ragazzi della 1 M
primaemme.splinder.com/
Un cantuccio dove poter leggere le poesie di meravigliosi autori, allietati da una meravigliosa musica di sottofondo e dalla tranquillitĂ che regna incontrastata
dalla carissima amica Claudia
gesumiodio.splinder.com/
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